Marmo, spunta il vincolo della lavorazione in loco
Di redazione,
giovedì 18 febbraio 2010
La commissione marmo studia la filiera
Marmo, la crisi si sente eccome. Pochi giorni fa le segherie di Carrara avevano lanciato il loro grido d’allarme: «Rischiamo di chiudere in 200» avevano detto i rappresentanti del comitato spontaneo nato su Facebook “Salviamo i marmi di Carrara”, chiedendo attenzione da parte dell’amministrazione comunale sui problemi del comparto e sulla mancanza di una filiera produttiva.
Si sono riunite le commissioni marmo e attività
produttive del Comune di Carrara, coordinate in seduta congiunta dal
presidente del consiglio comunale, Luca Ragoni. Nell’ambito
dell’incontro sono stati ascoltati Alfredo Mazzucchelli e Antonio Balbi,
imprenditori e portavoce del gruppo nato sul frequentato social
network.
Ebbene pare che la seduta si sia rivelata abbastanza proficua visto che
una delle decisioni più importanti è stata quella di dare mandato
all’ufficio legale di verificare dal punto di vista giuridico una
soluzione che darebbe la possibilità di vincolare una parte importante
dell’escavato ad una lavorazione in loco.
Gli incontri della commissione marmo continueranno e saranno ascoltati
sindacati, associazioni di categoria e imprenditori che dovranno fornire
spunti per la risoluzione della situazione.
Il presidente della commissione marmo, Nicola Marchetti, conta di dare
una risposta certa alle imprese in difficoltà entro un mese e mezzo.