| Di redazione,
martedì 02 febbraio 2010
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Ipotesi miniappartamenti, Bandoni: «Speculazione». Legambiente: «Le finanze di Bogazzi stanno benissimo»
Sono ormai due anni che al posto dell’hotel Mediterraneo è presente un campo incolto e i cittadini sono stanchi di vedere proliferare il degrado in una zona così centrale di Marina di Carrara. L’area, di proprietà della Porto di Carrara Spa, il cui azionista di maggioranza è l’armatore Enrico Bogazzi, da diverso tempo è in stato di abbandono, pare infatti che i denari inizialmente disponibili per realizzare un grande albergo con cinema multisala e zona commerciale, in totale 13 milioni di euro, non ci siano più.
Da qui la proposta della Porto Spa di adibire il 25 percento della
struttura non più a residenze turistico-alberghiere bensì ad
appartamenti.
Immediata la reazione del consigliere di circoscrizione del Partito
Democratico, Alessandro Bandoni, che parla di speculazione: «Intervenendo sull’ex Hotel Mediterraneo e quello che dovrebbe sorgere nella medesima area devo, per correttezza morale (come consigliere e come marinello), dichiararmi contrario alla revisione dell’accordo con la Porto in merito al progetto del nuovo hotel. Che a dire tutta la verità doveva già essere ricostruito da tempo. È inaccettabile che, solamente ora, quando tutti sanno a Carrara da oltre un anno, la
Porto spa dichiari di voler costruire, non un hotel con all’interno il
25 per cento di rta (com’era nel progetto iniziale), bensì un hotel con
alcuni appartamenti da mettere in vendita. speculazione edilizia. Una speculazione che l’amministrazione deve impedire. C’era un accordo e c’è tuttora ed è necessario che la Porto lo rispetti fin nei minimi dettagli. Altrimenti chiedo fin da ora all’amministrazione comunale di ritirare la concessione edilizia e pensare, se non è il caso, di usare lo strumento giuridico dell’esproprio per pubblica utilità. Carrara è stanca di subire predomini da parte dell’industriale di turno. Non possiamo più tacere di fronte a queste angherie. Qualora – conclude Bandoni –, entro l’estate prossima, i lavori non dovessero partire chiedo l’impegno, da parte dei consiglieri della circoscrizione di Marina, della quale faccio parte, di riunire il consiglio occupando l’area dove dovrebbe sorgere l’hotel».
Intanto nella vicenda è intervenuta anche Legambiente. «La richiesta della Porto Spa di poter trasformare la quota di Residenze turistico-alberghiere prevista nell’area dell’ex hotel Mediterraneo in mini appartamenti disvela, in maniera molto chiara, quali erano i reali obiettivi dell’armatore Bogazzi nel momento in cui affabulava la città col progetto di Mario Botta che avrebbe reso più bella e più moderna Marina di Carrara. Perso per strada il progettista e dilazionato l’inizio dei lavori di ricostruzione dell’albergo, si è creata la situazione ideale per arrivare all’out-out. In soldoni “lasciateci guadagnare con la vendita dei miniappartamenti e noi costruiremo l’hotel, altrimenti …. l’area la lasciamo così com’è e l’albergo ve lo sognate”.
Ora, a parte il fatto che un imprenditore capace dovrebbe essere in grado di fare i suoi conti prima di stipulare un accordo con il Comune, senza dover poi cambiare le carte in tavola, e che le finanze del dottor Bogazzi paiono in ottima salute, visto quanto riportano i giornali sui suoi fortunati e recenti investimenti, c’è una ragione fondamentale per cui la variante non deve assolutamente essere concessa.
Consentire cambiamenti di destinazione d’uso di questo genere, infatti, costituirebbe un precedente molto pericoloso.
Basandosi su questo precedente, ad esempio, i proprietari dell’hotel in viale Colombo, che già in passato avevano chiesto la trasformazione della struttura in mini appartamenti e se l’erano vista negare grazie soprattutto all’occhiuta vigilanza dei residenti e di Legambiente, potrebbero tornare alla carica e allora sarebbe difficile spiegare perché a Bogazzi si dice sì e a loro no. Senza contare che la stessa richiesta potrebbero avanzarla anche altri proprietari di hotel e pensioni che non stimassero sufficiente il guadagno ricavato dalle loro attività!
Già in passato, colpevolmente, si è data ai proprietari di strutture ricettive la possibilità di trasformarle in appartamenti con il bel risultato che gli alberghi scarseggiano e si prevede di consumare altro suolo per costruirne di nuovi al posto di quelli che l’Amministrazione stessa ha consentito di cancellare.
È ora, perciò, di mettere la parola fine a tutto questo “nonsenso”.
C’è da considerare, infine, che l’Amministrazione ha appena adottato la Variante al Piano Strutturale che prevede la costruzione di strutture ricettive in varie aree di pregio della città. Chi ci garantirà, ad esempio, che le strutture turistico alberghiere previste a Villa Ceci (che, per inciso, per noi deve restare tutta a Parco pubblico!) non diventeranno anche loro appartamenti vista-mare, andando a sommarsi alla già pesantissima cementificazione (oltre 140.000 m3 di solo residenziale) prevista nell’area? E che lo stesso non avverrà nelle altre zone dove sono stati previsti alberghi?
In conclusione, se la città ha davvero bisogno di strutture ricettive, non un metro cubo di alberghi esistenti o previsti deve andare perduto o trasformato per favorire interessi privatistici a scapito di quelli collettivi! Chiediamo pertanto che l’Amministrazione
respinga con fermezza la richiesta della Porto Spa e ponga vincoli rigidi per impedire anche in futuro trasformazioni da alberghi a Rta e da queste a miniappartamenti».
Ultima modifica : martedì 02 febbraio 2010
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