| Di redazione,
martedì 29 dicembre 2009
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«Troppi tentennamenti da parte dell'amministrazione»
«L’amministrazione tentenna? E noi andiamo al Tar». Con queste parole, Flavio Franciosi, capofila del comitato no-antenne di via Bulderini, annuncia il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, per l’annullamento dell’autorizzazione ad edificare un’antenna per la telefonia mobile, rilasciata a suo tempo alla Telecom dall’amministrazione comunale di Carrara.
L’antenna, la cui costruzione è iniziata da qualche mese, una volta
ultimata si troverà a una decina di metri dall’abitato e sarà alta 36
metri. Sulla cima saranno posti 9 ripetitori, indirizzati verso Marina,
Battilana e il centro di Avenza.
Dopo le prime rimostranze dei residenti di via Bulderini la politica si
era mossa. «Prima un sopralluogo del presidente della commissione
assetto del territorio, Giorgieri , poi un consiglio di circoscrizione e
una promessa del sindaco Zubbani a ‘prendere di petto’ la faccenda. Ma
come si sa le parole volano, e documenti scritti fino ad oggi non se ne
sono visti» sottolinea Franciosi.
Da qui la decisione di ricorrere al Tar, con l’assistenza dell’avvocato
Alessando Del Dotto, non nuovo a questo tipo di controversie.
Recentemente ha vinto una causa simile nel bergamasco. «Qualora il Tar
accogliesse il nostro ricorso – dice il legale – il Comune sarà
obbligato a procedere con l’annullamento dell’autorizzazione e la
demolizione della parte di antenna già edificata».
Intanto il fronte anti-antenne si allarga. Anche Legambiente adesso
sostiene la battaglia dei residenti di via Bulderini. «Ma servono
davvero 30 antenne sul nostro territorio?» chiede Franciosi,
riferendosi al fatto che il nuovo piano prevede un cospicuo aumento del
numero di tralicci per la telefonia mobile.
In conclusione, sembra proprio che, ancora una volta, i cittadini, come
nel caso della sentenza sulle polveri della Lugnola, dovranno far da sé
per veder riconosciuto il proprio diritto alla salute.
Ultima modifica : martedì 29 dicembre 2009
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