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Musetti: «Ecco avvocatopoli, il business del partito della clientela» PDF Stampa E-mail

Di redazione, giovedì 17 dicembre 2009


«A un solo avvocato quasi 500mila euro» | LEGGI Il dossier integrale
comune-carrara.jpgCarrara. Gianni Musetti torna all’attacco degli sperperi del Comune. Una questione che un mese fa gli è costata la presidenza della Commissione controllo e garanzia. «Avvocatura Spa» è questo il titolo del primo dossier presentato alla stampa con cui il consigliere comunale della Destra ha preso di mira l’ufficio avvocatura e la gestione delle pratiche legali di Palazzo Civico.
 
Ebbene, Musetti, nella sua denuncia, ha evidenziato che, nel solo 2008, le spese per consulenze legali esterne sono state 418.684 euro.
 
«La lobby degli avvocati – ha detto il consigliere – conta molto a Carrara, soprattutto se fra questi professionisti ce ne sono alcuni che possono vantare conoscenze con persone della pubblica amministrazione. A seguito della nostra indagine sui raccomandati e sulle clientele – ha continuato – abbiamo aperto un vaso di Pandora che palesa una certezza: lo sperpero del denaro pubblico a favore delle clientele».
 
Poi è entrato nel dettaglio: «Nel periodo 2007-2008 il Comune ha impegnato circa 600mila euro per le pratiche legali, limitandosi a soli 34.123 euro per far fronte alle spese di retribuzione dei legali interni, gli avvocati Sonia Fantoni e Marina Vannucci. In barba al fatto che il Comune possiede un ufficio legale operativo e qualificato, la giunta ha affidato in continuazione ad avvocati esterni le proprie cause contro i cittadini creando una vera e propria voragine nel bilancio comunale. Neanche l’ufficio tecnico costa così tanto» ha sottolineato il consigliere.
 
«Ma andiamo a vedere alcune delle notule pagate ad avvocati esterni nello stesso periodo. Tra gli altri spiccano i nomi di Roberto Pegazzano con 151.412 euro, Domenico Iaria con 61.227 euro, Luigi Bimbi con 32.377 euro e Fabio Merusi con 31.230 euro. Ma questi sono solo alcuni degli avvocati liquidati e bisogna ricordare che le somme indicate non riportano anche l’acconto che il Comune versa a favore degli stessi legali (circa 1.500 euro) per ogni causa che gli affida».
 
Un particolare accento, Musetti, l’ha messo nel capitolo intitolato: «Come il Comune fa divenire milionario un avvocato». «Una delle vicende che meglio spiega come viene gestita l’attività – ha sottolineato – è quella relativa al ricorso intrapreso dagli imprenditori del marmo contro la tassa marmi. Per questa azione legale è stato incaricato l’avvocato Franco Battistoni Ferrara, professore di diritto comunitario, il quale ha ricevuto circa 330mila euro per convenzioni che il Comune ha stipulato con lo stesso negli anni 2003, 2004, 2005 e 2007. Nonostante le laute elargizioni – ha specificato – il Comune, dalla vicenda tassa marmi, ne è uscito perdente non vincendo neanche una causa. Ma non solo. Lo stesso avvocato a fine 2008 ha ricevuto un incarico, firmato dal direttore generale Marco Tonelli, che ha visto il pagamento di 50mila euro per consulenze riguardanti il settore marmo. Ma oltre alle convenzioni, negli anni passati, sono stati liquidati 73.800 euro per consulenze nello stesso settore e altri 31mila euro per il ricorso dinnanzi alla Corte di Giustizia Europea. Il totale ricevuto da Battistoni Ferrara è quindi di 484.800 euro. Insieme a quest’ultimo sono stati incaricati altri legali, Mario Contaldi e Antonio Calamia, i quali hanno ricevuto rispettivamente 47.622 euro e 37.095 euro per le cause sulla tassa marmi, sull’Ici demaniale e sui carbonati apuani».




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Ultima modifica : giovedì 17 dicembre 2009

   
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